06 gennaio 2006

Cara Maria,

cara Maria,
ho letto il tuo articolo su L'Informatore di Gennaio 2005, anno XXII, n. 11, p. 43, intitolato: Marisa Laurito mangia fave. Le nostre.
Scrivi:
"... un cappotto rosso fuoco, e capello nero raccolto all'insù, come li porta di solito..."
Bà! Non ti sbagli. Sei molto diplomatica..., ma io non devo dare conto a nessuno. Ti sei accorta che ricrescita? Si nota benissimo anche nelle foto. Assurdo come una donna così in vista si trascuri. Alla Cantina Sociale Popolare, il parrucchiere Pierino Murro altro che rifare il trucco... Le avrebbe dovuto fare una bella tintura.
Alice76cat :)

03 gennaio 2006

Cantina sociale popolare

C. Narracci, Cantina sociale popolare, (interno). Conversano (Ba). Foto elaborata al computer. 2005.

Aldo Palazzeschi

Aldo Palazzeschi (1885-1974) è l'ennesimo artista che adoro per la sua perdita d'identità. Egli trasmette sentimenti, tristezza, follia, nostalgia, mescolando il tutto in un tono ironico e malinconico l'io poetico.
Chi sono?
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
In musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.