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30 dicembre 2012

Turi. Multe: Mercieri scrive, Tateo lo querela


Caterina Narracci, Multe: Mercieri scrive, Tateo lo querela. Dopo la richiesta di ritirare la delibera di postalizzazione delle contravvenzioni, Impegno per Turi ha affisso alcuni manifesti. (Settimanale Fax, ed. Turi, Anno XVII, n. 49, del 15 Dicembre 2012, p. 3).

01 gennaio 2011

Turi. L’assessore Antonio Tateo si dimette


Caterina Narracci, L’assessore Antonio Tateo si dimette. (Settimanale Fax, ed. Turi, Anno XV, n. 50, del 24 Dicembre 2010, p. 3).

Giovedì sera, prima del consiglio comunale di venerdì 17 dicembre - convocato per votare la mozione di sfiducia a Gigantelli presentata dall’opposizione -, l’assessore al bilancio Antonio Tateo consegnava nelle mani della segretaria comunale, con una mossa a sorpresa, le dimissioni dal proprio incarico. “Soltanto perché gli uffici erano già chiusi la lettera è stata protocollata l’indomani mattina” ha affermato l’interessato. Ma perché queste dimissioni a poco più di due mesi dal suo rientro in giunta? C’è chi dice che si è trattato di dimissioni “spintanee”. La testa dell’assessore sarebbe stata contraccambiata con il voto sfavorevole alla sfiducia espresso dai consiglieri De Florio e Luisi e con il loro ritorno all’ovile. Cosa pensa al riguardo l’ormai ex assessore? “Queste dicerie non corrispondono assolutamente alla realtà. Nessuno mi ha costretto. Non ho avuto nessuna pistola puntata alla tempia. Il mio è stato semplicemente un gesto di responsabilità. Ho ritenuto opportuno non fornire alibi alla minoranza e togliere serenità alla giunta”. Per Tateo quello che è importante è l’obiettivo finale, per cui il balletto di deleghe ed assessori che sembra non avere mai fine “non deve scandalizzare”. Infatti secondo l’assessore dimissionario “il sindaco per far quadrare il cerchio può nominare e revocare assessori e deleghe purchè si raggiunga l’obiettivo comune prefissato nell’interesse della cittadinanza”. Sarà, ma amministrare pensando continuamente a come “far quadrare il cerchio” non può non distrarre l’intera compagine alla giuda del paese, la quale difficilmente potrà lavorare con tranquillità per il raggiungimento dell’obiettivo comune.
Aniello Greco

02 novembre 2010

Turi. Lenato e Petrera, una polemica infinita


Caterina Narracci,
"Lenato e Petrera, una polemica infinita". (Settimanale Fax, ed. Turi, Anno XV, n. 42, del 30 ottobre 2010, p. 9).

Come fosse un rito voodoo. Ormai il dibattito politico che vede Vito Lenato e Franco Petrera della Puglia prima di tutto da una parte e l’ex vicesindaco Franco D’Addabbo e l’assessore esterno Antonio Tateo dall’altra, ha preso una piega piuttosto personale. Tutto è cominciato (si fa per dire) con il comizio di sabato 9 ottobre di Lenato e Petrera che, in piazza Silvio Orlandi, avevano accusato D’Addabbo di essere il principale responsabile della cementificazione selvaggia di Turi (“se D’Addabbo diventasse sindaco - sono le parole di Lenato - piazza Silvio Orlandi sarebbe sicuramente cementificata in cinque anni”). Nel proprio pamphlet, i due esponenti della Puglia prima di tutto hanno poi puntato l’attenzione sul “penoso e stucchevole settimo rimpasto della giunta Gigantelli” accusando il sindaco di aver ridotto la giunta ad una “giostrina del luna park” e scagliandosi contro la nomina dell’assessore esterno Antonio Tateo (per lui si trattava di un ritorno dopo l’esclusione operata con il precedente rimpasto): “Non capiamo quale sia l’elevata professionalità specifica in una determinata materia comunale in capo a Tateo, tanto da giustificare la nomina dell’assessore esterno come previsto dalla normativa sugli enti locali”. La risposta di D’Addabbo e Tateo non si è fatta attendere. Il primo ha definito quelle di Lenato e Petrera “chiacchiere prive di alcun fondamento”, spiegando di non essere il responsabile della cementificazione, ripresa all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato la variante al PdF approvata dalla precedente amministrazione. “Il tempo è galantumo” è stata, invece, la risposta di Tateo che ha inteso “non perdere tempo con un soggetto avvezzo alla provocazione, alla farneticazione, al tradimento seriale in politica, incline da una vita a denigrare gli altri, al litigio e al conflitto sul posto di lavoro - tanto da essere anche sanzionato disciplinarmente - e, da ultimo, ad inventarsi letteralmente l’esistenza di una normativa sull’elevata professionalità specifica che bisogna avere per fare l’assessore esterno”. Parole durissime quelle dell’assessore che non hanno lasciato indifferente Lenato il quale, domenica mattina, attraverso un tazebao esposto nella villa comunale ha definito Tateo “un inquilino abusivo del Palazzo Comunale” che ha “scippato l’assessorato a chi è stato votato dal popolo”. Insomma, tutt’altro che colpi a salve che non fanno altro che alimentare una polemica che difficilmente si esaurirà nel giro di poco tempo.
Pierfrancesco Catucci