Caterina Narracci, Le interrogazioni della maggioranza. La coalizione di governo appare divisa non solo sulle piccole questioni ma anche sui grandi temi. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVIII, n. 15, del 13 Aprile 2013, p. 3).
Visualizzazione post con etichetta giuseppe calabrese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giuseppe calabrese. Mostra tutti i post
22 aprile 2013
20 marzo 2013
Mola di Bari. Consiglio, no alla Commissione d’indagine
Caterina Narracci, Consiglio,
no alla Commissione d’indagine. L’iter del cambio di destinazione d’uso
e dell’assegnazione di 24 alloggi sarà valutato nella terza commissione
consiliare. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVIII, n. 11, del
16 Marzo 2013, p. 3).
Stefano Gaudiuso, nella seduta consiliare del 18 gennaio scorso chiese l’istituzione di una Commissione d’indagine finalizzata a chiarire le assegnazioni dei 24 alloggi di via De Nicola, in contrada Cozzetto, e l’iter delle variazioni di destinazione d’uso che hanno consentito la vendita come civile abitazione degli stabili originariamente destinati ad uffici, facenti parte del P.R.U. Cozzetto. Si trattava di una nuova commissione che si aggiunge alle quattro già esistenti e funzionanti, con un’unica sostanziale differenza: gli atti della commissione d’indagine, restano riservati ed i componenti della commissione ed i soggetti che vengono sentiti, sono tenuti al segreto d’ufficio. Di conseguenza i cittadini non possono seguire i lavori della commissione. A decidere sulla istituzione della commissione è stato chiamato il Consiglio comunale, nella seduta dell’8 marzo scorso. Nico Berlen con il suo intervento evidenzia l’inutilità di istituire una nuova commissione quando c’e ne sono già quattro. Chiede quindi all’assemblea “perché deve svolgere il suo ruolo in forma riservata. E la trasparenza?”. Pertanto chiede al consigliere Gaudiuso di ritirare la proposta e portare la questione all'ordine del giorno della terza commissione, sottolineando che così “si avrebbe l'opportunità di svolgere i compiti alla luce del sole”. Il consigliere Gaudiuso, condivide le osservazioni del consigliere Berlen ed evidenzia che in effetti “una commissione di indagine darebbe l'idea di voler nascondere qualcosa” poiché gli atti sarebbero secretati. Aderisce quindi alla proposta di Berlen a condizione che siano definiti i termini temporali entro i quali si devono svolgere i lavori. Il Segretario comunale, osserva che la richiesta deve essere sottoposta al voto del Consiglio . Calabrese dichiara la sua contrarietà e chiede più volte a Gaudiuso “se ritira o meno la proposta” aggiungendo, in un intervento: “ha bisogno di tutor?” Al Segretario comunale Calabrese chiede se “quanto chiesto dalla minoranza è possibile?”. Il consigliere Gaudiuso per l’ennesima volta ribadisce che la sua posizione è chiara: aderisce alla proposta del consigliere Berlen, per garantire la massima trasparenza..
Il consigliere Alberotanza auspica “un po' di serenità nel dibattito”. Condivide la proposta di Berlen sottolineando come “se c'è un problema e questo è possibile dibatterlo pubblicamente è sicuramente positivo dando la più ampia diffusione ai lavori della commissione. La commissione di indagine è circoscritta solo a cinque consiglieri – 3 di maggioranza e 2 di minoranza - mentre una commissione già esistente vedrebbe la partecipazione anche dei capigruppo e del pubblico che vuole assistere”.
Il consigliere di maggioranza, Vitangelo Caprio è convinto della necessità di dare un segnale di assoluta trasparenza e pertanto condivide la proposta di ritiro del punto all’ordine del giorno proposto da Gaudiuso.
Il Sindaco dichiara di astenersi dal voto e la proposta di ritiro del consigliere Gaudiuso è messa ai voti: favorevoli 8 (tutta la minoranza e 3 di maggioranza), contrari 1 (Calabrese) e astenuti 6 (di maggioranza). Un voto che vede la maggioranza divisa tant’è che il consigliere Calabrese abbandona l’aula dopo la votazione.
Stefano Gaudiuso, nella seduta consiliare del 18 gennaio scorso chiese l’istituzione di una Commissione d’indagine finalizzata a chiarire le assegnazioni dei 24 alloggi di via De Nicola, in contrada Cozzetto, e l’iter delle variazioni di destinazione d’uso che hanno consentito la vendita come civile abitazione degli stabili originariamente destinati ad uffici, facenti parte del P.R.U. Cozzetto. Si trattava di una nuova commissione che si aggiunge alle quattro già esistenti e funzionanti, con un’unica sostanziale differenza: gli atti della commissione d’indagine, restano riservati ed i componenti della commissione ed i soggetti che vengono sentiti, sono tenuti al segreto d’ufficio. Di conseguenza i cittadini non possono seguire i lavori della commissione. A decidere sulla istituzione della commissione è stato chiamato il Consiglio comunale, nella seduta dell’8 marzo scorso. Nico Berlen con il suo intervento evidenzia l’inutilità di istituire una nuova commissione quando c’e ne sono già quattro. Chiede quindi all’assemblea “perché deve svolgere il suo ruolo in forma riservata. E la trasparenza?”. Pertanto chiede al consigliere Gaudiuso di ritirare la proposta e portare la questione all'ordine del giorno della terza commissione, sottolineando che così “si avrebbe l'opportunità di svolgere i compiti alla luce del sole”. Il consigliere Gaudiuso, condivide le osservazioni del consigliere Berlen ed evidenzia che in effetti “una commissione di indagine darebbe l'idea di voler nascondere qualcosa” poiché gli atti sarebbero secretati. Aderisce quindi alla proposta di Berlen a condizione che siano definiti i termini temporali entro i quali si devono svolgere i lavori. Il Segretario comunale, osserva che la richiesta deve essere sottoposta al voto del Consiglio . Calabrese dichiara la sua contrarietà e chiede più volte a Gaudiuso “se ritira o meno la proposta” aggiungendo, in un intervento: “ha bisogno di tutor?” Al Segretario comunale Calabrese chiede se “quanto chiesto dalla minoranza è possibile?”. Il consigliere Gaudiuso per l’ennesima volta ribadisce che la sua posizione è chiara: aderisce alla proposta del consigliere Berlen, per garantire la massima trasparenza..
Il consigliere Alberotanza auspica “un po' di serenità nel dibattito”. Condivide la proposta di Berlen sottolineando come “se c'è un problema e questo è possibile dibatterlo pubblicamente è sicuramente positivo dando la più ampia diffusione ai lavori della commissione. La commissione di indagine è circoscritta solo a cinque consiglieri – 3 di maggioranza e 2 di minoranza - mentre una commissione già esistente vedrebbe la partecipazione anche dei capigruppo e del pubblico che vuole assistere”.
Il consigliere di maggioranza, Vitangelo Caprio è convinto della necessità di dare un segnale di assoluta trasparenza e pertanto condivide la proposta di ritiro del punto all’ordine del giorno proposto da Gaudiuso.
Il Sindaco dichiara di astenersi dal voto e la proposta di ritiro del consigliere Gaudiuso è messa ai voti: favorevoli 8 (tutta la minoranza e 3 di maggioranza), contrari 1 (Calabrese) e astenuti 6 (di maggioranza). Un voto che vede la maggioranza divisa tant’è che il consigliere Calabrese abbandona l’aula dopo la votazione.
01 febbraio 2013
Mola di Bari. Comune, il popolo non deve sapere
Caterina Narracci, Comune,
il popolo non deve sapere. Calabrese chiede al Presidente del Consiglio
di verificare se chi filma le sedute consiliari è autorizzato.
(Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVIII, n. 4, del 26 Gennaio
2013, p. 3).
La storia si ripete. Qualche mese fa un nostro cronista che stava seguendo una seduta pubblica di consiglio comunale del Comune di Mola di Bari, su disposizione del presidente Giovanni Vincesilao, fu invitato da un sottufficiale della polizia municipale a spegnere il registratore che, come tutti sanno, è uno strumento di lavoro indispensabile per i giornalisti. Quella di Vincesilao era una presa di posizione strumentale essendo il nostro collega noto a tutti i componenti della massima assemblea cittadina perché da anni scrive la cronaca delle sedute di consiglio comunale molese. La questione si risolse con la richiesta di accredito che il nostro cronista presentò seduta stante, come prevede il regolamento comunale. La storia si è ripetuta nella seduta consiliare di venerdì scorso. Come accade da qualche mese, in tribuna stampa sono presenti, tra gli altri, alcuni ragazzi che con una telecamera riprendono i lavori consiliari per conto di “Mola online”. Il vice capogruppo del PDL, Giuseppe Calabrese, interviene nel dibattito e chiede al presidente Vincesilao di verificare se chi occupa l’area stampa ha i requisiti e le autorizzazioni necessarie per effettuare le riprese video dei lavori consiliari. Prontamente il Presidente del Consiglio chiede ai vigili urbani di intervenire per soddisfare la richiesta di Calabrese. Richiesta che probabilmente è condivisa, se non è stata proprio sollecitata, dall’intera maggioranza di centrodestra. I vigili urbani accertano l’esistenza dell’autorizzazione e consegnano la fotocopia del documento al Presidente del Consiglio che, guarda caso, l’ha rilasciata qualche mese fa. Più di uno consigliere di maggioranza sembra deluso dal risultato della verifica. Le fotocopie dell’autorizzazione circolano tra i banchi della maggioranza. Vengono analizzate a fondo, ma i consiglieri non possono far altro che constatare la regolarità della documentazione. I lavori del consiglio proseguono e i ragazzi di Molaonline possono tranquillamente continuare a filmare la seduta consiliare. E’ difficile comprendere le ragioni che hanno indotto il consigliere Calabrese a chiedere in maniera così plateale se era stata concessa o meno l’autorizzazione a riprendere i lavori del consiglio. Calabrese che dice di essere per la trasparenza amministrativa avrebbe dovuto ringraziare quei ragazzi per il lavoro che svolgono. Tenere informata la cittadinanza sui lavori dei consiglio comunali e sulle vicende amministrative locali dovrebbe rientrare fra i compiti e le priorità di ogni amministrazione comunale. Oggi questo è possibile farlo a costo zero, per l’Ente, utilizzando le nuove tecnologie, attraverso la trasmissione, via web (streaming), di iniziative e manifestazioni istituzionali, eventi e incontri relativi all'attività del Consiglio. L’uso di nuove tecnologie, invece di essere avversato, dovrebbe essere promosso dall’amministrazione comunale, soprattutto quando si ha la pessima abitudine di svolgere le sedute di Consiglio in ore notturne. Sedute che diventano di fatto proibitive per la quasi totalità dei cittadini molesi. Le sedute consiliari notturne scoraggiano così ogni forma di partecipazione alla vita pubblica. A garantire il servizio di registrazione video dei consigli comunali, a titolo volontario, amatoriale e gratuito, con lo scopo di tenere informata la cittadinanza sui lavori consiliari è il gruppo di giovani che, l’altra sera, è stato oggetto di attenzione dei nostri politici di maggioranza. L’obiettivo che perseguono questi ragazzi è quello di avvicinare i molesi alla politica facendo conoscere le vicende amministrative locali. E forse è proprio questo che infastidisce. C’è, però, chi sostiene che Calabrese e la maggioranza abbiano avversato questo gruppo di giovani volontari perché sono simpatizzanti del movimento civico “Moderati per Mola”, che di recente ha stretto un’intesa con un altro gruppo civico, “Progetto Mola”.
“Tale servizio non dovrebbe spettare ai cittadini volontari come loro, ma dovrebbe rientrare nei doveri dell’Amministrazione!”, commenta a fine seduta un nostro concittadino presente nella sala consiliare.
Giangrazio Di Rutigliano, che coordina il gruppo dei giovani volontari, commenta, invece, così l’accaduto: “Lo scrittore Paul Valéry agli inizi del secolo scorso affermava che “la politica fu in primo luogo l’arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguardava “. Oggi i politici non si sono resi conto che i tempi sono cambiati e che la gente vuole invece immischiarsi, capire e controllare”.
La storia si ripete. Qualche mese fa un nostro cronista che stava seguendo una seduta pubblica di consiglio comunale del Comune di Mola di Bari, su disposizione del presidente Giovanni Vincesilao, fu invitato da un sottufficiale della polizia municipale a spegnere il registratore che, come tutti sanno, è uno strumento di lavoro indispensabile per i giornalisti. Quella di Vincesilao era una presa di posizione strumentale essendo il nostro collega noto a tutti i componenti della massima assemblea cittadina perché da anni scrive la cronaca delle sedute di consiglio comunale molese. La questione si risolse con la richiesta di accredito che il nostro cronista presentò seduta stante, come prevede il regolamento comunale. La storia si è ripetuta nella seduta consiliare di venerdì scorso. Come accade da qualche mese, in tribuna stampa sono presenti, tra gli altri, alcuni ragazzi che con una telecamera riprendono i lavori consiliari per conto di “Mola online”. Il vice capogruppo del PDL, Giuseppe Calabrese, interviene nel dibattito e chiede al presidente Vincesilao di verificare se chi occupa l’area stampa ha i requisiti e le autorizzazioni necessarie per effettuare le riprese video dei lavori consiliari. Prontamente il Presidente del Consiglio chiede ai vigili urbani di intervenire per soddisfare la richiesta di Calabrese. Richiesta che probabilmente è condivisa, se non è stata proprio sollecitata, dall’intera maggioranza di centrodestra. I vigili urbani accertano l’esistenza dell’autorizzazione e consegnano la fotocopia del documento al Presidente del Consiglio che, guarda caso, l’ha rilasciata qualche mese fa. Più di uno consigliere di maggioranza sembra deluso dal risultato della verifica. Le fotocopie dell’autorizzazione circolano tra i banchi della maggioranza. Vengono analizzate a fondo, ma i consiglieri non possono far altro che constatare la regolarità della documentazione. I lavori del consiglio proseguono e i ragazzi di Molaonline possono tranquillamente continuare a filmare la seduta consiliare. E’ difficile comprendere le ragioni che hanno indotto il consigliere Calabrese a chiedere in maniera così plateale se era stata concessa o meno l’autorizzazione a riprendere i lavori del consiglio. Calabrese che dice di essere per la trasparenza amministrativa avrebbe dovuto ringraziare quei ragazzi per il lavoro che svolgono. Tenere informata la cittadinanza sui lavori dei consiglio comunali e sulle vicende amministrative locali dovrebbe rientrare fra i compiti e le priorità di ogni amministrazione comunale. Oggi questo è possibile farlo a costo zero, per l’Ente, utilizzando le nuove tecnologie, attraverso la trasmissione, via web (streaming), di iniziative e manifestazioni istituzionali, eventi e incontri relativi all'attività del Consiglio. L’uso di nuove tecnologie, invece di essere avversato, dovrebbe essere promosso dall’amministrazione comunale, soprattutto quando si ha la pessima abitudine di svolgere le sedute di Consiglio in ore notturne. Sedute che diventano di fatto proibitive per la quasi totalità dei cittadini molesi. Le sedute consiliari notturne scoraggiano così ogni forma di partecipazione alla vita pubblica. A garantire il servizio di registrazione video dei consigli comunali, a titolo volontario, amatoriale e gratuito, con lo scopo di tenere informata la cittadinanza sui lavori consiliari è il gruppo di giovani che, l’altra sera, è stato oggetto di attenzione dei nostri politici di maggioranza. L’obiettivo che perseguono questi ragazzi è quello di avvicinare i molesi alla politica facendo conoscere le vicende amministrative locali. E forse è proprio questo che infastidisce. C’è, però, chi sostiene che Calabrese e la maggioranza abbiano avversato questo gruppo di giovani volontari perché sono simpatizzanti del movimento civico “Moderati per Mola”, che di recente ha stretto un’intesa con un altro gruppo civico, “Progetto Mola”.
“Tale servizio non dovrebbe spettare ai cittadini volontari come loro, ma dovrebbe rientrare nei doveri dell’Amministrazione!”, commenta a fine seduta un nostro concittadino presente nella sala consiliare.
Giangrazio Di Rutigliano, che coordina il gruppo dei giovani volontari, commenta, invece, così l’accaduto: “Lo scrittore Paul Valéry agli inizi del secolo scorso affermava che “la politica fu in primo luogo l’arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguardava “. Oggi i politici non si sono resi conto che i tempi sono cambiati e che la gente vuole invece immischiarsi, capire e controllare”.
Etichette:
antonio albanese,
consiglio comunale,
di rutigliano giangrazio,
Fax Settimanale,
fiume giulio,
giuseppe calabrese,
Mola di Bari,
partito du pilu,
Qualunquemente,
vignetta
06 gennaio 2013
Mola di Bari.Hanno multato la sorella di Calabrese
Caterina Narracci, Hanno
multato la sorella di Calabrese. Il vice capogruppo del PDL presenta
un’interrogazione ritenendo anomalo il comportamento dei vigili.
(Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVIII, n. 1, del 5 Gennaio
2013, p. 5).
08 dicembre 2012
Mola di Bari. Aumentano le tasse, la spesa non si riduce
Caterina Narracci, Aumentano
le tasse, la spesa non si riduce. Approvato a maggioranza il Bilancio
preventivo per l’anno 2012. Critiche le forze di minoranza. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVII, n. 47, del 1 Dicembre 2012, p. 7).
13 agosto 2012
Mola di Bari. Maggioranza, continuano i mal di pancia
Caterina Narracci, Maggioranza, continuano i mal di pancia. C’è
fermento tra i consiglieri di centrodestra che non condividono la
gestione politica. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVII, n. 32,
del 11 Agosto 2012, p. 3).
Etichette:
catalano angelo,
di perna,
Fax Settimanale,
francesco brunetti,
giuseppe calabrese,
Lattaruli,
maggioranza,
Mola di Bari,
sanapo angelo mario,
vavallo sabino,
vignetta
15 febbraio 2012
Mola di Bari. Ma c’è chi sparla di Nico Berlen

Caterina Narracci, Ma c’è chi sparla di Nico Berlen. Dopo la riunione della terza commissione consiliare permanente. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVII, n. 6, del 11 Febbraio 2012, p. 3).
08 agosto 2011
Mola di Bari. Consiglio, vanno ristabilite le regole
Caterina Narracci, Consiglio, vanno ristabilite le regole. La seduta del 27 luglio sarà ricordata come la peggiore della storia municipale molese. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVI, n. 31, del 6 Agosto 2011, p. 3).
19 aprile 2011
Mola di Bari. Una magnanima maggioranza

Caterina Narracci, Consiglio lampo, gettoni in beneficenza. I consiglieri di maggioranza devolvono alla Comunità Frontiere il compenso della seduta del 7 aprile. (Settimanale Fax, ed. Mola di Bari, Anno XVI, n. 15, del 16 Aprile 2011, p. 3).
Etichette:
catalano angelo,
consiglio comunale,
Fax Settimanale,
francesco brunetti,
giovanni albanese,
giuseppe calabrese,
giuseppe fiore,
Mola di Bari
Iscriviti a:
Post (Atom)






