C. Narracci, Buchi dalla serratura. 2008.“La mattina passo dal supermercato e compero birra, grappa e pseudo soft drink. Poi arrivo a scuola e mi faccio dare i soldi dai compagni che bevono con me. Ci chiamano i bottiglioni, ma chi se ne frega. All’intervallo andiamo nei bagni e ci sfondiamo di alcol, dopodichè torniamo in classe e stiamo da dio. A volte ci assopiamo pure, mentre i professori fanno lezione e fingono di non vedere. O forse non si accorgono proprio, questo non l’ho ancora capito”. Così ha dichiarato Martina, 15 anni, di Milano per il settimanale L’espresso, (n. 40, del 9 ottobre 2008, pp. 42-48).
A Conversano le cose non stanno tanto diversamente. Molte persone di età compresa fra i 15 e i 35 anni sono azionate come burattini non solo dall’alcol, ma anche da un altro ignobile personaggio: la cocaina. Perché la vita di alcuni giovani del nostro paese ruota tra droga, alcol e soldi sporchi? Perché questa ricerca dello sballo a tutti i costi? Quanto sono sicure le scuole? Dove sono le famiglie e gl’insegnanti? Per quanto riguarda la droga, a favorire il mercato in crescita sono i mezzi di comunicazione (internet e cellulari) attraverso i quali si riesce facilmente dove trovarla, nel caso in cui non si frequentino amici o amiche che la usano quotidianamente. Peraltro, i prezzi sono calati rispetto al passato, diventando un mezzo alla portata dei giovani con pochi soldi in tasca. Chi sono? Ragazzi insospettabili alla ricerca di un’identità, che vogliono sembrare dei duri e dei grandi e si costruiscono un mondo fittizio, fatto di bugie per nascondere ai genitori e a se stessi, la verità, nell’illusione di tenere un traballante castello di carte.
Vasco Rossi, un esempio di vita!
